|
|
![]() |
|
|
|
|
Home |
SANTUARIO DI ROVERANO
La struttura architettonica del Santuario è semplice e lineare. Lo stile è moderno con elementi rinascimentali. Sulla facciata, inaugurata nel 1933, si aprono tre porte con stipiti in cemento scuro. Sulla porta centrale si trova un medaglione in marmo raffigurante la Madonna del Rosario, mentre sulle porte laterali sono collocate le statue di San Giovanni e di San Giuseppe. L'INTERNO DEL SANTUARIO Sul centro della facciata un grande occhio a vetri colorati diffonde la luce policroma all'interno. La pianta a croce latina absidata ha un'unica navata; sull'unione dei bracci della croce si eleva la cupola alleggerita da luminosi finestroni. L'altare maggiore, ricco di marmi e di lavori, si alza rettangolare su tre ordini di gradini. Al centro, sopra il tabernacolo, il miracoloso quadro della Madonna. Sulle due porte che si aprono nel coro si ammirano le magnifiche statue di Sant’Anna e di San Gioacchino. Sopra l’entrata principale è collocato l’organo. Marmi policromi finemente intarsiati si ammirano nel Sancta Sanctorum, mentre le pareti sono coperte da numerosi quadretti ed ex-voto per grazie ricevute. ANTICHITA’ DEL SANTUARIO
Le origini del Santuario sono antichissime e
risalgono al secolo XIV quando apparve la Madonna. Subito dopo
l’apparizione, per desiderio del popolo di L’Ago, vene eretta una
Cappelletta. Le prime notizie scritte risalgono al 1518. A quel
tempo il Santuario era già molto noto I prati verdi del colle di Roverano costituivano in ottimo pascolo per il gregge dei pastori della zona. Abitualmente vi si recavano due povere pastorelle, assai devote alla Vergine, una delle quali muta fin dalla nascita. Un giorno*, mentre si riposavano ai piedi di un ulivo, improvvisamente apparve loro una bellissima signora vestita di azzurro. Era la Vergine Santissima che con materna tenerezza calmò le pastorelle non poco turbate e poi, rivolgendosi a quella muta disse: “Va, o pastorella, a chiamare il Parroco di L’Ago e digli che venga qui”.
La
fanciulla, fino ad allora muta, improvvisamente
parlò e rispose :”Andrò”.
Dopo aver sostato alquanto in preghiera il Parroco ordinò di trasportare il quadro a L’Ago. Quando il giorno dopo tutti i Laghesi si recarono in chiesa per pregare la prodigiosa immagine, questa era scomparsa. Poiché tutte le ricerche furono vane, si pensò di andare a Roverano sul luogo dell’Apparizione: il quadro era di nuovo appeso all’ulivo. Si comprese allora che Maria Vergine voleva abitare sul Roverano.
Circa la natura del quadro possiamo dire che è un bellissimo dipinto su legno, di scuola italo-bizantina, di cm. 80x70 circa: esso rappresenta la Madonna con Gesù Bambino in braccio e questo nell’atto di benedire. COSTRUZIONE DEL SANTUARIO Mentre il popolo di L’Ago si adoperava per costruire una Cappella sul Roverano, il quadro era custodito provvisoriamente in un padiglione.
Col passare degli anni la devozione alla Madonna
aumentava e, ben presto, la Cappelletta non servì più a contenere i
numerosi fedeli; si rese così necessaria la costruzione di un grande
Santuario che poté essere effettuata grazie alla generosità e degli
abitanti di L’Ago e dei paesi vicini.
L'apparizione della Madonna alle due bimbe LA PRODIGIOSA FIORITURA DEGLI ULIVI La caratteristica propria del Santuario di Roverano consiste in un prodigio che si ripete dall’epoca dell’apparizione, e cioè nella fioritura degli ulivi alla vigilia della Natività di Maria. L’eccezionale fenomeno avviene ogni anno il 7 settembre dopo le funzioni religiose in onore della Beata vergine ed è attestato da alcuni documenti del XVIII secolo che si trovano nell’archivio notarile di Sarzana.
FAVORI E GRAZIE ALLA MADONNA Come ogni Santuario il Santuario di Roverano è fonte di grazie e di miracoli, alcuni dei quali, oltre che dalla tradizione, sono stati tramandati da documenti. Possiamo ricordare la vicenda del Viceré del Messico, il Conte Fuenclava che venne salvato dalla Madonna di Roverano mentre tentava di resistere all’aggressione di alcuni malandrini sulla strada del Bracco in una buia notte del 1748. Altro straordinario fatto è quello riguardante il maggiordomo dell’Arcivescovo di Genova. Nel 1870 il maggiordomo si era dimenticato di consegnare all’Arcivescovo un ramoscello d’ulivo fiorito avuto in consegna dal custode del Santuario. Quando, dopo molti mesi, si riaprì la scatola contenente il ramoscello, questo aveva ancora i fiori freschi come come se fossero stati colti proprio allora. Altra prova della benevolenza della Madonna s’ebbe il 30 Agosto 1823; infatti in quel giorno torrido d’estate, gli operai che lavoravano alla costruzione della strada del Santuario erano rimasti quasi senza vino; la Vergine impietosita per quegli uomini affaticati e assetati fece si che il poco vino che era rimasto nel barile non avesse mai fine e gli operai potessero quindi attingere senza timore. Tra le tante guarigioni miracolose avvenute grazie all’intervento della Madonna di Roverano merita di essere ricordata quella di Domenica Ferrari, una povera donna di L’Ago costretta a rimanere inferma per la frattura di una gamba. La poveretta vedendo che tutte le cure erano inutili, un giorno prese le sue grucce e si trascinò, con molta fatica e dolore, fino al Santuario; giunta davanti al quadro miracoloso si raccolse in devota preghiera e istantaneamente avvenne la guarigione.
La Porta degli Sposi SOLENNE INCORONAZIONE DELLA MADONNA Agli inizi del XX secolo si realizzò il sogno degli abitanti di L’Ago, cioè l’incoronazione della Madonna a Regina di Roverano. Si verificò allora una generosa gara tra gli abitanti dei vari paesi vicini per regalare denaro o gioielli per l’acquisto dell’aurea corona. Il 1 settembre 1901 iniziarono le feste in onore di Maria e si protrassero fino al giorno 8, giorno dell’Incoronazione.
|
|
© 2007 COMUNE DI BORGHETTO DI VARA
Ultimo aggiornamento:
31-05-07.